Linguaggio logopedista

Quasi ogni bambino
comincia ad inventare
un linguaggio per sé,
e cessa di usarlo
soltanto quando scopre
che ne esiste
uno già pronto per lui.

Charles Horton Cooley, 1909

Disturbi Specifici di Linguaggio

È importante interrogarsi sulla possibilità che possano esservi delle difficoltà a carico dei sistemi linguistici e considerare quali implicazioni queste difficoltà possano avere sullo sviluppo di competenze future come la lettura e la scrittura e quali conseguenze ci siano per la sfera emotiva e sociale del nostro bambino.

Il Disturbo di Linguaggio (DL) rappresenta una tra le più frequenti difficoltà che si possono riscontrare nello sviluppo dei bambini di età compresa tra i 2 e i 6 anni.

Nell’ambito dei DL riconosciamo due macrocategorie: i disturbi di linguaggio “secondari”, che si presentano in associazione a un disturbo di origine primaria (deficit neuromotori, cognitivi, sensoriali, ecc.) e i Disturbi Specifici di Linguaggio (DSL) che non dipendono da altri deficit e si presentano con una compromissione specifica dell’abilità di linguaggio.

I DSL risultano avere una diffusione del 5-7% in età prescolare e tendono a ridursi nel tempo presentando un’incidenza dell’ 1-2% in età scolare.

Le competenze linguistiche del bambino con DSL non solo si presentano in ritardo, ma le loro difficoltà si mantengono a lungo nel tempo e non sempre questi soggetti raggiungono una completa e adeguata padronanza linguistica nei processi di tipo superiore (ad esempio nella formazione di un discorso e nelle narrazioni su richiesta).

Più della metà dei bambini (55-60%) con DSL non risolto presenterà successivamente un Disturbo Specifico di Apprendimento (DSA), a carico dei processi di lettura, scrittura e/o calcolo (dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia).

Molti studi hanno dimostrato che i bambini con DSL sottoposti a terapia specifica del linguaggio ottengono dei miglioramenti linguistici superiori a quelli raggiungibili in base alla sola maturazione. É fondamentale, quindi, seguire precocemente lo sviluppo del linguaggio del bambino e monitorare anche in fase scolare la sua evoluzione.

Come differenziare i bambini con DSL?

I bambini che presentano un DSL:

  • possiedono capacità uditive nella norma;
  • non presentano problemi neurologici;
  • sono adeguati nei test di intelligenza non verbale;
  • presentano quoziente intellettivo nella norma;
  • non manifestano difficoltà di tipo relazionale;
  • sono inseriti in un contesto socio-ambiente stimolante.

Nonostante i tratti che accomunano i bambini con DSL, i profili linguistici e le espressioni di questo disturbo sono molteplici e variano di bambino in bambino.

Rapin e Allen (1988) attuano una divisione molto dettagliata e raggruppano il DSL in 6 sottocategorie.

DSL e sottocategorie

I disturbi di linguaggio “espressivi” sono i più frequenti (circa il 40%) e riguardano soprattutto il livello fonetico-fonologico, semantico-lessicale e morfo-sintattico.

Il disordine che si osserva con maggior frequenza è il Deficit Fonologico-Sintattico, in cui il versante espressivo maggiormente coinvolto è quello fonologico (organizzazione dei suoni nelle parole) e morfo-sintattico (organizzazione grammaticale e strutturazione delle frasi complete di soggetto-verbo-oggetto-complementi); il Deficit Fonologico, invece, da molti definito anche come Disordine Fonologico (Bortolini, 1993), vede coinvolto unicamente il livello fonologico.

Si riconosce, inoltre, il Deficit Lessicale-Sintattico, caratterizzato da problematiche di accesso lessicale, quindi nell’apprendimento di nuove parole, nel loro utilizzo e nella comprensione del significato delle stesse parole.

Le restanti tre categorie si riscontrano in condizioni più rare, Agnosia Verbale e Disprassia Verbale, o collegate a disorganizzazioni cognitivo-affettive, come nel Deficit Semantico-Pragmatico.

Quali sono i principali fattori di rischio?

Considerando la grande variabilità tra coetanei per quanto riguarda lo sviluppo linguistico in questa fascia d’età, ci possono essere dei segnali di ritardo di linguaggio o di un probabile quadro di DSL, Disturbo Specifico di Linguaggio, in assenza di altre anomalie strutturali, come descritto sopra: perdita uditiva, lesioni neurologiche o scarsa stimolazione linguistica, povera esposizione alla lingua madre, in bambini con cognitivo nella norma.

Nella fascia prescolare, ricordiamo, che andrebbe sempre consigliato ed eseguito un esame audiometrico, soprattutto in presenza di ritardo o probabile disturbo di linguaggio.

Frequenti otiti/tonsilliti (più di 4 in un anno) possono compromettere la funzionalità uditiva.

 

I fattori di rischio più frequenti sono:

  • ipertrofia adenoidea con conseguenti problemi nella respirazione fisiologica;
  • frequenti otiti/tonsilliti;
  • uso prolungato del cuccio e del biberon (oltre i 2 anni e mezzo);
  • vizi orali (succhiamento del dito, delle dita, delle unghie, della coperta, dei capelli, …);
  • scarso controllo e coordinazione muscolare orofacciale, difficoltà nell’organizzazione prassica;
  • maschio;
  • familiarità per DSL;
  • difficoltà a mantenere l’attenzione e la concentrazione;
  • assenza della lallazione;
  • prime parole dopo i 12-15 mesi;
  • vocabolario a 24 mesi inferiore alle 50 parole in produzione;
  • assenza della combinazione di parole a 30 mesi;
  • comprensione verbale difficoltosa.

È importante considerare quanto e come il bambino sa capire il linguaggio dell’adulto (comprensione verbale), l’ampiezza del suo vocabolario espressivo, la costruzione di frasi, lo sviluppo fonologico. Se entro i 36 mesi questi parametri non si sono modificati o evoluti, aumenta il rischio di strutturare un disturbo di linguaggio e si rendono necessari la visita Neuropsichiatrica Infantile (NPI), l’esame audiometrico e la valutazione logopedica completa delle capacità comunicative e dei diversi livelli linguistici in comprensione e in produzione, per poter iniziare la terapia sin da subito.

Informare i genitori e tutte le figure che si occupano della crescita dei nostri bambini sulle tappe di sviluppo del linguaggio e sulle possibili difficoltà comunicative e di linguaggio che possono presentarsi, li rende in grado di poter essere i primi a riconoscere eventuali campanelli d’allarme per potersi rivolgere, poi, alle figure competenti in materia.

Essere attenti, attivi e responsabili nello sviluppo del linguaggio dei nostri bambini ci permette di garantire a loro un sereno e valido evolversi di competenze come quelle metafonologiche e di letto-scrittura.

Il Disturbo Specifico del Linguaggio risponde molto bene al trattamento logopedico e risponde tanto meglio quanto più è precoce l’intervento terapeutico.

Per uno specialista è possibile identificare il disturbo anche prima dei tre anni d’età.

Scritto da Dott.ssa Elena Ferino in collaborazione con Dott.ssa Roberta Perosa

Lo Studio Logopedia Eulalia di Padova offre il trattamento di questo servizio