Bickel

Esperienza, ragionamento e linguaggio

Alcune riflessioni rivolte ai genitori di bambini in crescita. Semplici abitudini in famiglia possono facilitare lo sviluppo cognitivo e linguistico dei nostri piccoli. Troviamo insieme le risposte ai perchè di tutti i giorni e prevediamo le conseguenze degli eventi.

La risposta ai perché

Per adattarsi al mondo che lo circonda, il bambino si pone inconsapevolmente continui interrogativi sull’ambiente fisico o sociale (qual è il modo migliore per raggiungere la zuccheriera, chi sarà l’uomo che è entrato, …), interrogativi ai quali dimostra spesso di saper trovare altrettanto inconsapevolmente la soluzione tutte le volte che si trova ad agire in modo adeguato.

La presa di coscienza mediante la verbalizzazione di questi piccoli problemi, ai quali saprebbe dare una risposta immediata col comportamento anche se non ancora con il linguaggio, appare importante per creare un riferimento concreto e preciso ai rapporti causa-effetto. Rispondere ai perché crea inoltre l’abitudine e il piacere di continuare a proporseli coscientemente.

Sollecitare i bambini a trovare risposte adeguate a questi elementari “perché” della vita di tutti i giorni, senza accontentarsi del primo dato che viene alla mente, ma considerando tutti gli aspetti di ogni soluzione, è la premessa per arrivare alla padronanza del ragionamento logico.

Bambini

I bambini possono avere difficoltà nel dare risposte verbali appropriate sia per lacune nella competenza linguistica, che riduce la capacità di decodificazione dell’enunciato proposto e/o di codificazione della sua risposta; sia per una carente organizzazione del proprio vissuto che non viene recuperato e verbalizzato con sufficiente rapidità per risolvere con successo il quesito.

Va ricordato che per impostare correttamente e risolvere facilmente questi facili problemi verbali può essere sufficiente un’esperienza anche limitata come quella del bambino piccolo, purché essa sia stata ben codificata in linguaggio e già più volte evocata.

Esperienza

La codificazione verbale infatti da un lato organizza l’esperienza percettiva e ne facilita il recupero, dall’altro ne garantisce la generalizzazione e l’impiego in qualsiasi situazione nuova che presenti aspetti analoghi.

L’impegno in questa attività richiede al bambino:

  1. La precisa decodificazione dei dati verbali per l’identificazione del problema;
  2. La costruzione di una mappa di lavoro da tenere presente nella memoria a breve termine;
  3. Il recupero della mappa percettivo-cognitiva (memoria a lungo termine) di esperienza analoga acquistata in precedenza;
  4. Il confronto e l’interazione creativa fra i dati forniti e quelli già immagazzinati per la soluzione del problema;
  5. La codificazione verbale del risultato.

La domanda può essere formulata in modo affermativo o negativo e ciò rappresenta un livello di differente difficoltà.

Nelle risposte va curata la precisione del contenuto e della forma a livello spontaneo.

 Ragionamento

L’anticipazione

La capacità di anticipare, cioè di prevedere conseguenze e di esprimerle verbalmente, deriva dall’abitudine ad operare con agilità e flessibilità su dati verbali evocati all’interno della mente. È una capacità che può comparire anche precocemente, purché l’argomento sia familiare, sperimentato direttamente, oltre che più volte correttamente verbalizzato.

Linguaggio

Esistono situazioni che prevedono crescenti gradi di difficoltà.

Esiste l’anticipazione di un evento che può accadere fra molti possibili: in questo caso tutte le risposte sono accettabili anche se alcune saranno più pertinenti in rapporto sia all’esperienza già fatta sia alle singole preferenze di ogni bambino.

Comportamento

Ad un secondo livello la previsione è centrata su di un’unica inevitabile conseguenza: questa anticipazione convergente, che presuppone nei bambini una buona organizzazione delle loro conoscenze su cose e situazioni abituali, li stimolerà ad approfondire le loro osservazioni e ad arricchire il linguaggio.

Anticipazione

Ad un terzo livello infine si tratta di invitare il bambino a porre paragoni fra più conseguenze possibili, in modo da esercitarsi nella valutazione critica.

Da quest’ultima attitudine deriverà per i bambini la capacità di operare scelte motivate logicamente e non sostenute unicamente dal primo impulso emotivo, con una chiara implicazione per un sempre più ampio raggio di autonomia decisionale.

Logica

Tratto da “Guida agli usi cognitivi del linguaggio orale” di Jacqueline Bickel (Belforte Editore Libraio, 1985)

Crescere giorno dopo giorno…

Colori dell’arcobaleno giocando come non molto tempo fa