UN ANNO PAZZESCO
BUON 2026, MONDO!
Oggi, che grazie a Dio mi ritrovo nuovamente a scrivere questo nuovo articolo del mio amato b-LOG, è il 31 dicembre 2025; è l’ultimo giorno di UN ANNO A DIR POCO “PAZZESCO”, UN ANNO INFUOCATO, dove mi sono accadute cose al di là del Bene e del male. E che voglio, con voi che leggete, condividere.
Gennaio 2025: Dopo lotte assurde (causa soprattutto mia che non capivo il linguaggio del mio Compagno di nazionalità diversa dalla mia), il 24 del mese scopro casualmente (per me il caso non esiste) di essere incinta; quella stessa sera, al nostro rientro a casa (per l’emozione io e il Compagno abbiamo attraversato per ore Padova con indosso la mascherina anti Covid-19 e ce la siamo tolta solo davanti l’ingresso di casa per far scoccare un bacio sulle nostre labbra), il Creato mi fa un regalo bellissimo: una pianta di mia madre (inciso: mia madre e mio padre, contro la mia volontà, sono relegati in casa di riposo) che davo per morta, mi dona un fiore meraviglioso, grande quasi come una mia mano aperta (lo stelo+baccello si era staccato dalla pianta, lo avevo scherzosamente conservato per far giocare il mio secondogenito come fosse una spada). Un fiore per me e i miei bambini, ad accogliere simbolicamente una Nuova Misteriosa Stupenda Creatura tra noi: un Nuovo Essere Vivente dentro Me. La notte che mi porta al mio 39° compleanno la trascorro ad occhi aperti, indossando una giacca di lana cotta color amarena, con il Nuovo Essere in Pancia e finalmente in mezzo a Livio e Mia, dai quali 5 anni addietro sono stata –da UN UOMO e dai suoi Complici- ingiustamente allontanata, forse addirittura con il pagamento di un medico psichiatra dell’Ulss che PER SOLDI mi ha attaccato addosso un’etichetta diagnostica non mia (i fatti lo dimostreranno: ho già avuto molta pazienza, nulla mi costa averne ancora e dimostrare, giorno per giorno, chi sono io: Elena Ferino). La mattina del 29 gennaio 2025 (giorno effettivo del mio compleanno), tra i miei due figli serenamente dormienti -da me avvolti in calde coperte e scialli candidi di lana- è stato difficile chiudere occhio, decido di sporre denuncia per maltrattamenti in famiglia (verso i figli di allora 9 e 8 anni) contro UN UOMO. Quando comunico a questo uomo di non alzare mai più le mani contro il figlio più piccolo, lui mi minaccia: “Non vedrai mai più i bambini”. Cerco di blindarmi, ma continuo a non comprendere l’aiuto fornitomi dal Compagno (che solo oggi ho capito amare me, i miei figli e i miei genitori sopra Ogni Bene) e mi lascio influenzare e, ancora una volta, MANIPOLARE LA MENTE da chi bene non me ne vuole affatto.
Febbraio 2026: Faccio disperate corse in farmacia e al Pronto Soccorso: causa preoccupazione elevatissima e costante per Mia e Livio, i miei parametri sanguigni (con il rischio di aborto spontaneo) sono alle stelle; chiedo di essere ricoverata, e -invece che in cardiologia- mi ricoverano in PSICHIATRIA. Istantaneamente pressione e frequenza cardiaca tornano comunque regolari, ma vivo la MALASANITÀ: segnalo il tutto (mancanza di privacy, negligenza-maleducazione-cattiveria del personale sanitario, fumo di sigaretta in reparto, sporcizia, pavimenti bagnati, sesso notturno tra gli infermieri, …) alle Iene -che non intervengono- e alla Direzione Generale dell’AZIENDA OSPEDALE UNIVERSITÀ PADOVA, in cambio ne ricevo un bel Tso. Chiedo ai miei legali (presumibilmente venduti) di mettersi una mano sulla coscienza, ma loro si scansano come se l’affare non li riguardasse (I SOLDI MUOVONO GLI INDIVIDUI PIÙ DELLA PIETÀ UMANA). So di cosa parlo e, credendo, nella GIUSTIZIA DIVINA -e anche in quella umana- tutti i nodi verranno al pettine. IL MIO COMPAGNO -MI AUGURO COMPAGNO PER L’INTERA ESISTENZA- continua il più possibile a starmi accanto, grazie a Dio. La figlia/Il figlio, avendo deciso per il momento di non conoscerne il sesso, lo chiamiamo arbitrariamente ANDREA. Sento via telefono raramente i figli maggiori; io e Andrea sentiamo non so quanti aghi, quasi tutti i giorni, che mi trafiggono il corpo.
Marzo 2025: Mi viene di continuo ripetuto che clinicamente sto bene, eppure -causa “malattia” del mio AdS (vedasi più in basso) e di alcuni curanti- trascorro l’intero mese in ospedale. Dal medico mi viene anche detto che non serve, io PAZIENTE, capisca tutto ciò che mi riguarda; allora, se non io a cui appartiene -se non a Dio- la mia vita e quella dell’Essere dentro me, a chi dovrebbe interessare??? Mah… Mettiamoci una pietra sopra. Trascorro il mese chiacchierando con “I MIEI SIMILI” (i pazienti psichiatrici con me ricoverati), disegnando una produzione quotidiana di “opere artistiche”, e pregando sinceramente la Madonna. Con il Compagno che i più -malvagi- cercano di allontanare da me -e due figli lontani anni luce- sono disperata. Andrea, sempre, è in ascolto.
Aprile 2025: Mi vogliono mettere una spia in casa (una sottospecie di badante!); grazie al Cielo, con “Le Mie Batterie cariche al 40%”, rifiuto, e con il Compagno ci facciamo forza da soli. Io -di famiglia molto abbiente, un ex marito dirigente ed imprenditore, plurilaureata con master- da anni vivo in POVERTÀ; questo è il mese in cui inizio a frequentare le Cucine Economiche Popolari di Padova. Lì -in mezzo alla quasi totale maggioranza di uomini e immigrati -forse la sola donna italiana- mangio da sola o con il Compagno che mai mi abbandona. Mentre mangio osservo tre quadri raffiguranti, rispettivamente, un RELIGIOSO ebreo, uno cristiano e uno islamico; MI SENTO PROTETTA. A casa nostra riesce a farsi ospitare “un amico” che conosco da anni -che dorme al DORMITORIO- e, “su mandato”, riesce ad impietosirmi e a giocare sulle mie/nostre difficoltà economiche. MALEDETTI. Con un dolore senza paragoni, nessuno mi permette di fare gli auguri di persona alla mia prima figlia che l’8 aprile ha compiuto 10 anni. GRANDE DISPERAZIONE PER ME MAMMA.
Maggio 2025: Una notte trovo un bando per la Città delle Idee del Comune di Padova. In qualche giorno raccolgo una decina di Volontari Psichiatrici, delle firme, dei sostenitori; riattivo l’Associazione Violetta per abbattere lo STIGMA PSICHIATRICO, scrivo il Progetto, il 6 maggio lo presento a Palazzo Moroni. Siamo esclusi, motivo: ignoto. Grande delusione, ma inizio -grazie alle parole di Flavia Nardi, logopedista mia relatrice della tesi triennale- a costruirmi la mia rete di sostegno, tutto da sola (il mio AdS è desaparecidos). Il Compagno, per l’intero mese, dedica 10 ore al giorno allo studio e alla formazione professionale. Io -dopo 5 anni lunghi come UN GELIDO INVERNO- riformulo il mio CV in cui “parlo” dei figli, del Compagno, della malattia, del mio darmi da fare come cameriera e signora delle pulizie (impieghi -sempre felice e carica- in cui HO SGOBBATO, portando in un caso la cravatta e nell’altro vestiti sportivi come in palestra). Scrivo: “Nell’esperienza da terapeuta ho sviluppato per OSMOSI la resilienza, negli anni di comunità riabilitativa psichiatrica la pazienza, e prendendo ordini -e pulendo i bagni altrui- L’UMILTÀ. Passa il mese delle rose (e del rosario!). Andrea, e la Pancia, crescono a vista d’occhio. Continuano a tenermi lontani i figli, rare le telefonate. Trascorro la Festa della Mamma piangendo.
Giugno 2025: L’inizio della rinascita. Il Compagno, dopo mesi di ricerche estenuanti di un lavoro part-time conciliabile con lo studio, trova un’occupazione (occupazione non valida, ma pur sempre un’occupazione). Ringraziamo la Caritas, e interrompiamo -GRAZIE A DIO- la frequenza alla mensa. Io inizio con il Centro per l’Impiego, presso una Scuola Don Bosco, un corso professionalizzante all’organizzazione di eventi, e mi accorgo -man mano- quanti EVENTI ho organizzati nella mia vita: recite e giochi da animatrice in centri estivi, innumerevoli feste di laurea, compleanni miei e dei figli, inaugurazione dello studio, coffee-break professionali, organizzazione di corsi e convegni (con lunch annessi), festeggiamenti di matrimonio e altre celebrazioni, cene private, party, mostre d’arte, spettacoli teatrali, feste di beneficienza con 100 persone e hod-dog venduti per la strada (digita in internet: Elena Ferino – Corriere del Veneto del 19 febbraio 2017) e, in ultimo, momenti di intrattenimento in comunità terapeutica. In questo contesto -in mezzo agli STUDENTI e ai DISOCCUPATI- rifiorisco (io e la Pancia sempre preghiamo). A fine mese vivo UN BLOCCO: mi viene comunicata dal Tribunale la SOSPETTA archiviazione del caso in questione riguardante i figli, di cui sempre risulto privata.
Luglio 2025: Passo 8 ore al giorno del settimo mese di gravidanza sui BANCHI DI SCUOLA. Torno me stessa, viva e riconosciuta. La sera svolgo contenta il mio lavoro in studio. Ma come, non ero disoccupata?! Negli anni i miei AdS (AMMINISTRATORI DI SOSTEGNO) mi fanno lavorare in nero: senza garanzie, senza contributi, con la vergogna di fronte alle PERSONE -e alle FAMIGLIE- di cui, al massimo di me stessa, mi prendo cura. Al tempo ancora non sapevo di essere nelle condizioni di cui ora sono a conoscenza (essere presa in giro). E mi arriva -sempre dallo stesso uomo- una un’altra coltellata: LA REVOCA DELLA MIA CAPACITÀ GENITORIALE SUI FIGLI. La notte prego e piango, fino a finire le LACRIME. Tra i tanti avvocati corrotti e collusi, trovo un’avvocatessa con pregiudizi verso gli psichiatrici e che crede ben poco in me. A credere in me sono io (che mi alzo all’alba e continuo –incessantemente– a darmi da fare), il mio Compagno che sempre mi sostiene, i miei figli e i miei genitori (POSITIVE VIBES), e IL GIUDICE CHE RIAPRE LE SORTI DELL’AFFIDO per Mia e Livio. Sembra che Dio, sempre, mi protegga. Nel frattempo l’intruso esce di casa, e i “Fratellini” decidono di scoprire il sesso del “Fratellino”: il 25 luglio Andrea diventa Sirio.
Agosto 2025: Dedico tutto il mese, e oltre, alla costruzione del NIDO FAMILIARE. I bambini, però, non mi vengono fatti ancora vedere. I soldi che ho guadagnato li spendo tutti per curarmi privatamente… Vado in psicoterapia, senza sosta, anche la vigilia di ferragosto. Sto bene a casa mia: io, il Compagno e Sirio in pancia. In tutta l’Estate ci permettiamo qualche sera un GELATO al Patronato, due giornate al MARE senza pernotto, un CINEMA SOTTO LE STELLE, tante PASSEGGIATE in zona industriale di Padova dove viviamo (capolinea: benzinaio).
Settembre 2025: Dopo 7 mesi di attesa RIABBRACCIO I FIGLI, un’emozione immensa. Successivamente a circa 100 tra visite specialistiche/esami del sangue/punture varie, il 24 del mese -a Padova come Mia e Livio- NASCE SIRIO (un bellissimo bambino mulatto di 4120g che, anziché piangere da neonato, sembra PARLARE ALLE FOLLE. Siamo aiutati dal CAV. Nella prima decina del mese il Compagno prende 3 giorni di ferie e, CON GRANDE MIA GIOIA, trascorriamo una notte alle pendici del Montello in una tenda canadese di famiglia vecchia come me! Lo sfondo è colorato di parapendii… Di notte c’è la LUNA PIENA che ci accarezza tutti. Sono orgogliosa di Noi, IL PARTO È STELLARE. Dopo poco, però, il personale medico e sanitario mi allontana dal Figlio, e limita il Compagno perché, scrivono, “inconsapevole della mia grave malattia, per cui SEMBRO risultare pericolosa per me stessa e per gli altri”. L’ultimo giorno del mese battezziamo Sirio all’anagrafe di residenza e DECIDIAMO, IN QUANTO GENITORE PIÙ DEBOLE TRA I DUE, DI DARGLI IL MIO COGNOME. Gli altri figli sono lontani; tra noi siamo isolati.
Ottobre 2025: Il 1° ottobre 2025 subisco l’ennesimo Tso, motivazione scritta: PERNACCHIE AL MEDICO. In quanto logopedista so bene che le pernacchie, come qualsiasi altra prassia oro-facciale, sono atti volontari; in effetti, io al medico le linguacce gliele facevo proprio intenzionalmente. Il medico di me poteva FORSE (dico forse perché le mie prese in giro erano il minimo) scrivere nella relazione che ero maleducata, ma evitarmi un Trattamento Sanitario Obbligatorio allo scoccare della prima settimana di vita del mio terzogenito. Alla fine mi faccio un mese e mezzo di ricoveri. Dalla nascita di Sirio si svolge una sola telefonata di 30 secondi con Mia e Livio, e non li vedo -e sento- più. Per Sirio -che, nella nostra vita, ho visto credo solo 4/5 volte per brevi istanti al Nido Ospedaliero- subentra il Tribunale dei Minori e il piccolo viene affidato ad una famiglia sconosciuta; di lui non ci comunicano mai più nulla. IO E IL COMPAGNO RIMANIAMO, NONOSTANTE TUTTO, FORTI E UNITI; CI APPOGGIAMO -INSIEME- A DIO.
Novembre 2025: Il 6 esco dall’ospedale contro il parere medico, il 7 sono in udienza a Venezia per circa due ore (un’altra ora il Compagno). Per i figli maggiori l’udienza rimane fissata il 28 gennaio 2026, a un anno esatto dal loro riferirmi le violenze subite; per Sirio l’udienza viene fissata il 6 marzo 2026, l’ipotesi più plausibile SEMBRA essere l’adozione, e noi perdere definitivamente il nostro bambino. Per me, aiutata dal mio Angelo, inizia -PER LA VITA- una corsa contro il tempo. Nei momenti di libertà DISEGNO, COLORO e SCRIVO. Inizio ad apprezzare il SILENZIO, a capire LA MUSICA, riprendo in mano il mio primo sogno ad occhi aperti: IL CANTO. DECIDO DI RISORGERE COME LOGOPEDISTA, E MAGARI COME ALTRO. Vedremo Dio cosa ne pensa…
Dicembre 2025: Il dolore per l’allontanamento dai figli è infinito, così grande che io non lo sento. Poche lacrime mi scorrono sul viso. Un giorno però -dopo che una donna mi ha fatto da riflesso- guardo i miei occhi allo specchio e RIESCO A VEDERE IN ME STESSA LA TRISTEZZA DI MAMMA SENZA FIGLI. Sabato 6 dicembre mi rifugio nello studio del mio nuovo avvocato, con cui -al momento- abbiamo in comune le cartelline azzurre dei CASI, un dipinto di MARILYN MONROE e la passione per la POLITICA. IL 9 dicembre scappo letteralmente IN ADRIA (cittadina del Polesine considerata uno Stato a sé). Il 13 dicembre 2025 mi converto all’Islam: divento UNA NUOVA PERSONA e acquisisco UN NUOVO NOME: Aminata. Imparo a pregare questo Dio più vicino, e anche più forte (in 3 parole: UN DIO UMANO). Questa mattina -dopo quasi due mesi in cui il Compagno mi ha fatto da bodyguard- mi sono permessa di andare e tornare da sola dal bar cinese a 2 minuti da casa, e quasi non ci credo. Adesso sto scrivendo a PC queste parole, con i miei genitori Daniela e Antonio, il mio Compagno Bakary Niambele, e i Miei Figli nel Cuore. AUGURI PER TUTTO A TUTTI I BUONI… BEN ARRIVATO 2026, ANNO DELLA GIUSTIZIA IN CIELO ED IN TERRA.