Stile comunicativo genitoriale
Se il nostro bambino parla in ritardo, il comportamento comunicativo genitoriale si modifica.
Risulta fondamentale reimpostare i propri atti linguistici nella zona prossimale di sviluppo, esprimendosi tra il livello di sviluppo attuale del figlio e il livello di sviluppo potenziale.
Il genitore impara a padroneggiare elementi verbali (parole e frasi) e non verbali (gesti, posture, espressioni facciali) che favoriscono il processo di costruzione di significati condivisi, di contro il bambino apprende a padroneggiare sequenze di azioni e/o attenzione condivisa in interazioni quali scambiare oggetti, leggere insieme un libro, indicare e nominare oggetti.
Nel corso dello scambio comunicativo il genitore offre una funzione di supporto compensando il dislivello tra le abilità richieste (ruoli, turni, uso di segnali convenzionali, …) e ciò che il bambino è in grado di fare da solo, permettendo in tal modo di realizzare completamente la sequenza e al tempo stesso di far progredire le capacità del bambino.
Ne risulta che da una parte il genitore si pone come modello e sostiene le azioni del bambino, dall’altra il figlio imita comprendendo e non in modo meccanico.
Gli interventi genitoriali con funzione tutoriale sono sincronizzati e ben adattati al focus di attenzione e/o azione del bambino e sono prodotti con lo scopo di offrire un supporto funzionale all’attività in corso.
Tra gli atti linguistici che rientrano nella funzione tutoriale troviamo:
-Ripetizioni
-Espansioni
-Riformulazioni
-Incoraggiamenti
-Complimenti
All’interno dei percorsi presso lo Studio Logopedia Eulalia si impara questo e ancora molto altro.